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Da Visitare

LECCE

Santa-Croce

Lecce è la capitale del barocco, ma questo è tutto particolare. Il barocco di Lecce è legato ad un segreto tutto suo: quello della qualità unica della pietra leccese, questa pietra che sta alla base del barocco leccese; ne sono esempi principali il Duomo, con i Seminario e il Palazzo Vescovile, che racchiudono una delle più straordinarie piazze d’Italia. Lecce ha un patrimonio monumentale che è oggetto di appassionata ammirazione e che poche città possono offrire. Patrimonio costituito per la massima parte da edifici sorti tra la fine del 500, quando lo stile rinascimentale stava per sfociare nel barocco ed i primi del 700, quando questo stile incominciava ad avere forme di maggiore compostezza.
Capoluogo della provincia e centro spirituale, culturale ed economico del Salento. Le sue origini si perdono nel corso dei millenni, ma, ad attestare la antica importanza, vi sono testimonianze ancora visibili, dell’epoca messapica e romana. Città barocca, per eccellenza, del nostro assolato meridione; non può destare sorpresa con le ricchezze architettoniche dei suoi palazzi e la bellezza antica delle strade tortuose e strette del suo nucleo urbano antico, larghe e diritte nei nuovi rioni sorti fuori della cerchia delle mura. La presenza di numerosi ordini religiosi diede origine alle tantissime chiese, alla fioritura artistica e culturale che valse alla città i titoli di “Atene della Puglia” e “Firenze del Sud”.

GALATINA

Chiesa-Madre

A Galatina vi sono diverse chiese belle, antiche e trasudanti di storia da ogni pietra di cui sono composte; di grande interesse quella di Santa Caterina d’Alessandria che è uno dei pochi, rari esempi di stile gotico di tutto il Salento, fu fatta costruire da Raimondello Orsini del Balzo intorno al 1384 e terminata nel 1391 per volontà del figlio Gian Antonio.
Di stile barocco è invece la chiesa di San Pietro e Paolo che sfoggia una maestosa facciata d’ineguagliabile bellezza. Molto nota è anche la chiesetta di San Paolo, dove ogni anno si riuniscono i “tarantati” che qui danzano sulle note di una musica sfrenata ed incalzante, fino all’esaurimento fisico; un fenomeno, questo, tuttora sospeso tra isterismo e antichi rituali di origine magica. Galatina ha dato i natali a molti personaggi illustri, tra questi i pittori Mosè Lillo e Gioacchino Toma, lo scultore Gaetano Martinez e il filosofo Pietro Siciliani. Patroni di Galatina sono i Santi Pietro e Paolo, i loro festeggiamenti si tengono il 27, 28, 29 Giugno.
Entrambi hanno lasciato segni tangibili della loro sosta nel paese. San Paolo, fu ospite di un abitante di Galatina e, grato per l’accoglienza, diede all’uomo ed ai suoi discendenti il potere di guarire tutte le persone che, morse dalla tarantola (piccolo ragnetto dal morso velenoso ma non mortale) a loro si rivolgevano. E’ assolutamente documentata, anche la visita a Galatina di S. Pietro apostolo, che qui si fermò reduce dal viaggio in Antiochia nel 42 dopo Cristo. Per ricordare l’avvenimento i Galatinesi gli dedicarono la chiesa Madre e, per un certo periodo, cambiarono anche il nome del paese, chiamandolo San Pietro in Galatina. Nella chiesa Matrice è tuttora conservata la pietra sulla quale il Santo riposò le sue stanche membra.

GALLIPOLI

Castello del XI secolo

Gallipoli sorge sulla costiera occidentale della penisola salentina, nel Golfo di Taranto. E’ suddivisa in due parti, la Città Vecchia, situata su di una piccola isola rocciosa e la Città Nuova, estesa su di uno stretto promontorio che si unisce con la prima, grazie ad un lungo ponte. Questa disposizione geologica rende Gallipoli unica, suggestiva, un angolo d’oriente immerso nella bellezza delle sue vie, nelle mura bianchissime delle sue costruzioni, circondato dall’azzurro del suo mare. Si mischiano a tutto questo i palazzi seicenteschi stile barocco, le sue chiese ricchissime d’arte pittorica, la sua gente cordiale ed operosa.
La nascita della Città ha origine antichissime, addirittura fi già sede di una colonia durante l’invasione del Salento da parte dei Dori tra il VIII e VII secolo a.C. Fu colonia greca dotto il controllo di Taranto e qui probabilmente risale l’origine del suo nome, dal greco Kalè Polis, bella città. Da allora, fondamentalmente per la sua posizione strategica e la sua potenza marinara, fu invasa e conquistata da Romani, Longobardi, Bizantini, Saraceni, Normanni, Aragonesi, Angioini, Veneziani.
Numerosi riferimenti storici sotto forma di monumenti e costruzioni, che lasciano trasparire le evoluzioni storiche della città.

OTRANTO

OTRANTO

Otranto, splendida città marinara posta sul canale omonimo dista dal capoluogo salentino circa 40 Km. La sua economia incentrata sul turismo e non poteva essere altrimenti, vista la sua collocazione nel territorio, la straordinaria bellezza del suo mare e le tante pagine di storia di cui la città nel tempo è stata protagonista Discutono gli studiosi sulle sue origini; alcuni, fantasticando, la fanno risalire al tempo di Dedalo, altri asseriscono che a fondare la città sono stati gli Japigi, altri ancora i Cretesi; di certo si può affermare che si perdono nella notte dei tempi. Otranto divenne subito un centro importante e appetito da tutti, cosicché, nel corso dei secoli in molti provarono ad impadronirsene.
E’ la città più orientale d’Italia, la città degli Ottocento Martiri trucidati dai Turchi di Maometto II nel 1480. Un viaggio nel passato, alla scoperta della più antica arte e cultura salentina. Si presente al turista con i suoi vicoletti, memori di un tempo lontano, con le sue viuzze in basolato, con le sue scalinate che scendono in piccole piazze. Spiccano il Castello Aragonese, la chiesetta di San Pietro a croce greca e la Cattedrale che custodisce le ossa dei martiri.


SANTA CESAREA TERME

acqua nella roccia

Le principali risorse economiche del paese sono l’agricoltura ed il turismo, attratto non solo dalle bellezze naturali, ma anche dalle Terme, dove si curano molti malanni fisici traendo enormi benefici terapeutici. La presenza di acque sulfuree e fanghi è dovuta, secondo la leggenda ad Ercole che proprio in questa zona dopo un lungo inseguimento, uccise i giganti Leuterni; dai loro corpi decomposti scaturirono sostanze chimiche che si mescolarono alle acque sorgenti. Nonostante, le virtù delle terme si conoscessero dal II secolo a.C., fino al secolo scorso non esisteva un nucleo abitato che si potesse considerare paese, probabilmente perché la zona impervia non favoriva la concentrazione urbana.
Particolarmente suggestiva è la Grotta della Zinzulusa, nel cui interno si possono ammirare molte stalattiti e stalagmiti; altrettanto belle anche se di diversa conformazione la Grotta Rotondella e la Grotta Piccionara. Anche l’uomo ha dato il suo contributo con la sua creatività e la sua capacità: a Vitigliano, infatti, si può ammirare un Cisternale, di epoca messapica, interamente scavato nella roccia e coperto da lastroni a Porto Miggiano ci si può imbattere nella poderosa Torre di Miggiano, di epoca quattrocentesca, recentemente restaurata.

CASTRO

mare Castro

Come centro urbano si è costituita al tempo delle migrazioni liburno-illiriche e pelasgiche (XVII – XVI sec. a.C.) quando dal prospiciente Epiro popolazioni provenienti dalla penisola balcanica mossero verso occidente. Fu abitata dai Messapi e dai Greci, dai quali derivò il nome di “K ¶ E T P V ” (luogo fortificato, rocca). Partecipò, al fianco di Taranto, alla guerra contro Roma che vi dedusse una colonia nel 123 a.C. .
Castro ebbe alle sue dipendenze un buon numero di feudi e di casali, fu dotata di una Cattedrale (1171), dedicata alla Vegine Annunziata, molto più grande della precedente chiesa Bizantina.

La storia di Castro è legata a quella di Otranto, infatti, molte vicende storiche hanno riguardato entrambe le città costiere. Con la divisione dell’impero romano Castro vede tra le sue mura le truppe imperiali bizantine, nel 378 subisce l’ assalto degli Alani e degli Ostrogoti capitanati da Frigiterno. Nel 456 arrivano i Vandali. L’ imperatore Anastasio invia i generali Romano e Rustico, con ottomila soldati, per punire gli Ostrogoti e Castro viene assediata e saccheggiata. Nel 543 i Goti assediano Castro ma il bizantino Valentino la difende . Quando giunge Totila per la città , con alterne vicende , perdura una situazione di terrore fatta di continui assedi e battaglie fino a quando Giustiniano non libera Castro dall’ incubo di Totila . Dopo l’invasione dei Longobardi anche per Castro si decide di far passare il “limitone dei greci” che giungeva fino a Taranto.
La conquista normanna, che unificò il meridione d’Italia, e la successiva dominazione sveva, la videro fiorente centro commerciale e sicuro caposaldo militare. Castro viene conquistata dagli Arabi, diviene la loro “Al Gatara” (il Castello), la domineranno per undici anni, fino a quando non sarà liberata da Ludovico II. Di quel periodo splendido rimangono a testimonianza la severa torre dei Cavalieri, il cortile del Castello, luogo destinato alla raccolta e alla custodia dei prodotti artigianali e agricoli che venivano commercializzati in tutti il Mediterraneo, e il borgo mediovale, dalle strdine strette e tortuose. Nel 1046 arrivano i Normanni che se la contenderanno con i Bizantini fino al 1068.

Ecco alcuni esempi di tour turistici:

- Itinerario dei castelli della terra d’otranto;
- le masserie e le torri di avvistamento;
- itinerario della gastronomia salentina.
I monumenti e le cattedrali che si innalzano nel territorio salentino rappresentano testimonianze di grande valore artistico e storico

DOLMEN

I DOLMEN derivano il nome dal bretone Dol = tavolo e Men = pietra e sono strutture megalitiche costituite da una pietra orizzontale sorretta da più pietre laterali, infisse verticalmente nel terreno dette “ortostati”; è detto “trilite” il dolmen costituito da due pietre verticali ed una orizzontale.
La maggior parte degli studiosi ritiene che l’utilizzazione dei dolmen fosse funeraria, per cui la destinazione sembra di sepoltura, specialmente per onorare persone che detenevano un ruolo predominante, ma non è affatto chiaro che abbiano avuto costantemente tale funzione. I dolmen della zona di Otranto sono affini a quelli di Malta e la camera funeraria è piccola sufficiente per un solo cadavere ed è, in alcuni casi, preceduta da un “dromos”, un corridoio che conduce alla cella.

MENHIR

I MENHIR sono steli monoblocco di dimensioni medio grandi infisse nel terreno. Dal Bretone Men = pietra, Hir = lunga, i menhir sono pietre lunghe di calcare argillo-magnesifero, la tipica pietra leccese, con le facce larghe orientate secondo la direttrice Nord-Sud e rivolte verso il sole, che guardano al tramonto in direzione Est-Ovest, fatto che fa ritenere i menhir simboli del dio Bés, forse il dio sole.Per alcuni studiosi i menhir sono monumenti destinati al rito della fecondazione, legato al culto della dea madre, vedendo nella forma di essi un simbolo fallico; sicuramente costituiscono un richiamo religioso e sono stati oggetto di culto, dato che l’editto di Arles del 452 d.C. ne stabilì l’abbattimento e causò la cristianizzazione delle steli con la collocazione sulla sommità di Croci con l’incisione di queste.

Da visitare nella Vostra vacanza nel Salento:

- Area Marina protetta, palude del Conte e dune costiere di Porto Cesareo
- Parco di Porto Selvaggio e Torre Uluzzu
- Isola di Sant’Andrea a Gallipoli e litorale jonico di Punta Pizzo
- Oasi naturale protetta WWF “Le Cesine”
- Bosco e palude di Rauccio
- Oasi dei laghi Alimini, Frassanito e Specchiulla Otranto
- Bosco di Tricase e quercia Vallonea
- Parco Naturale della Serra di Supersano
- Montagna Spaccata e quattro colonne a Santa Maria al Bagno, Nardò
- Parco dei Fossili a Cutrofiano

Escursioni e visite diverse durante una crociera italiana. Crociera low cost in partenza dai porti d’Italia. Nel Mediterraneo, un viaggio sulla flotta delle piu’ grandi compagnie di crociere italiane. Lasciatevi coccolati a bordo con un servizio di impeccabile e raffinato.